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Cina Hereke

Il prezzo originale era: €1,616.00.Il prezzo attuale è: €809.00. "iva esclusa"

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Descrizione

Non sappiamo con precisione quando i tappeti hanno fatto la propria comparsa in Cina. Sono stati portati, con ogni probabilità, da mercanti e viaggiatori. Sappiamo però che la tessitura e l’annodatura dei tappeti era una pratica diffusa già durante la dinastia Ming, nel XIV secolo. 

È proprio sotto l’impero dei Ming, che si è protratto fino alla metà del Seicento, che gli artigiani cinesi hanno perfezionato la loro arte, diventando sublimi tessitori e annodatori. Ciò gli ha permesso di dare vita a tappeti di incantevole bellezza. 

Come abbiamo detto, le opere più preziose erano destinate alle stanze del palazzo imperiale. D’altro canto, il pregio dei tappeti cinesi era tale che venivano usati come regalo, specialmente per le personalità chiave con cui la Cina intratteneva rapporti diplomatici. Era insomma un onore ricevere simili manufatti in dono, perché significava possedere un lignaggio riconosciuto.

Nei tappeti realizzati in questo periodo storico predominano i colori giallo, blu, rosso e tabacco. Le fibre, prevalentemente in lana e in seta, venivano colorate usando erbe tintorie e sostanze ricavate da elementi naturali. Il blu veniva ricavato dall’indigo, ad esempio, mentre le tonalità che spaziano dal rosso al marrone venivano ottenute impiegando la robbia, la cocciniglia o il mallo di noce. Per ottenere il giallo, colore simbolo della tradizione cinese nella realizzazione dei tappeti, si usava una spezia molto costosa, lo zafferano. 

Le decorazioni dei pezzi di questo periodo sono particolarmente elaborate. Gli artigiani si sono ispirati in parte ai ricchi motivi usati nella decorazione delle porcellane. Poi, in parte, hanno realizzato design originali, rappresentando sui tappeti gli elementi predominanti della spiritualità e della società dell’epoca. 

Più in generale, la tecnica di lavorazione tradizionale cinese si rifà a quella persiana. Ha però degli adattamenti, dovuti alle diverse caratteristiche delle fibre in lana. Così, rispetto al tappeto persiano, quello cinese risulta leggermente più spesso. Mantiene ad ogni modo alti livelli di morbidezza e di comfort.

Con l’avvento della dinastia Ts’ing, la tradizione cinese prosegue, anche se le opere realizzate dagli artigiani sembrano avere un po’ meno fascino. Nel frattempo siamo ormai arrivati al XVIII secolo e la tradizione si è estesa ad altre regioni dell’impero. Se inizialmente i tappeti venivano realizzati soprattutto nelle regioni centrali, ora si realizzano tappeti anche nelle zone più periferiche della Cina, fino a raggiungere la zona di Pechino – ciò succede attorno al XIX secolo. 

Nel corso del tempo, la produzione delle diverse regioni cinesi si è specializzata, tenendo conto delle diverse esigenze e delle abitudini della popolazione locale. In Mongolia, ad esempio, si è diffusa la produzione di tappeti-quadro, cioè creazioni di piccole dimensioni e riccamente decorate. Si tratta di manufatti ideali per ornare le pareti di case e i templi. 

Il principale elemento di novità dei tappeti realizzati in questa fase – rispetto a quelli prodotti durante la dinastia Ming – è la presenza di un medaglione centrale, che è riprodotto anche negli angoli. Un’altra differenza è la disposizione dei vari elementi decorativi secondo le regole dello yin e dello yang.

 

 

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